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Giornata mondiale del rifiuto della miseria
17 Ottobre

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La parola ai poveri

swisinfo.org - Luigi Jorio -> Il 17 ottobre si celebra come ogni anno la Giornata mondiale del rifiuto della miseria. Un’occasione per ricordare, anche in Svizzera, che essere poveri non è una colpa.

Sebbene colpisca un milione di persone nel paese, la povertà è un tema che fatica ad emergere. Invece di chiedere aiuto, molti disagiati si rinchiudono così, silenziosamente, nella propria precarietà.

«Il rifiuto della miseria è una questione che riguarda tutti, ogni giorno». Con questo slogan le organizzazioni caritative elvetiche vogliono ricordare - a ogni cittadino - che la povertà è una realtà ben presente in Svizzera. Nelle strade come tra le mura di casa.

...

swissinfo.org




Sconfiggere la povertà dipende anche da noi

Messaggio di Savino Pezzotta, Segretario generale della CISL in della Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria, da "Conquiste del lavoro" del 18/10/05
PDF - 506.2 Kb
Messaggio



Giornata mondiale del rifiuto della miseria

Smemoranda

"Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro.". Questa scritta si può leggere sulla Lapide commemorativa in onore delle vittime della miseria, inaugurata sul Sagrato delle Libertà e dei Diritti dell’Uomo, al Trocadero a Parigi, il 17 ottobre 1987 da Padre Joseph Wresinski, fondatore nel 1956 del Movimento internazionale "ATD Quarto Mondo" (dove ATD sta per "Aide a toute detresse", cioè aiuto ad ogni miseria).

La Giornata mondiale del rifiuto della miseria è diventata, da allora, l’incontro annuale di tutte le persone che lottano per il rispetto della dignità umana. Riconosciuta dalle Nazioni Unite nel dicembre 1992, essa è celebrata in Italia, ad iniziativa del Comitato Promotore creato dalle Associazioni e dai Movimenti firmatari.

Il Rapporto sullo sviluppo umano 2005 diffuso a settembre dall’Undp (agenzia Onu per lo sviluppo)ha rivelato la drammaticità della situazione attuale: "Ogni ora muoiono 1.200 bambini, l’equivalente di tre Tsunami al mese, tutti i mesi. Le cause di morte possono variare, la schiacciante maggioranza può essere riportata a una singola patologia: la povertà.".

Come si può leggere anche nel Rapporto UNICEF 2005 sulla condizione dell’infanzia nel mondo, oltre la metà dei bambini dei paesi in via di sviluppo vede drasticamente negati uno o più beni e servizi essenziali per l’infanzia.

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E’ IL MOMENTO DELLA RESPONSABILITA’

Federazione Italiana degli Organismi per le persone senza dimora

Il 17 ottobre, giornata mondiale ONU contro la povertà, non è una festa. Nonostante per celebrarla spesso si ricorra anche a manifestazioni allegre, colorate e gioiose, non è questa un’occasione di felice spensieratezza. La povertà sta dilagando, incessante, tumultuosa, spesso anche fragorosa ben oltre i limiti fisici e geografici in cui le nostre società occidentali l’avevano confinata sino a poco tempo addietro. Gli oltre 60 enti italiani associati a FIO.psd negli ultimi anni stanno cominciando ad incontrare quotidianamente, nei propri servizi, persone e situazioni che solo cinque o dieci anni fa sarebbe stato impensabile immaginare “senza dimora”, eppure lo sono! Le analisi sulla povertà condotte nel nostro Paese, solo per rimanere all’Italia, ci restituiscono una fotografia parziale del fenomeno. Le indagini sui consumi effettuate dall’ISTAT, per quanto attendibili, non bastano a rendersi davvero conto di quanto sia grave la situazione in cui ci troviamo. Sappiamo che il 13,2% della popolazione italiana vive in condizioni di povertà relativa; sappiamo anche che in Europa, secondo Eurostat, ben 72 milioni di cittadini sono a rischio di povertà. Tutto questo ci inquieta, ma ci inquieterebbe ben di più se potessimo disporre di dati sulla povertà assoluta, quella di coloro che da soli non riuscirebbero a sopravvivere, ed in particolare di coloro che vivono la strada come unica possibilità di vita, in una logorante e micidiale sfida quotidiana per giungere al giorno successivo. Tra questi oggi incontriamo persone e famiglie, anziani e giovani, abili e disabili, sani e malati, stranieri e italiani, cittadini e non cittadini. Li vediamo, passiamo loro accanto, tentiamo anche di allestire servizi per venire loro maggiormente incontro, ma la sensazione che ci pervade è quella dell’impotenza. Le politiche economiche neoliberiste di questi ultimi anni, la mancata attuazione della legge 328, la progressiva e sistematica demolizione del sistema italiano di welfare, la residualità ed il volontarismo pietista in cui sono state confinate le politiche sociali non ci permettono neppure di capire, attraverso una ricerca seria e doverosa, quante e chi siano oggi queste persone, che bisogni e che domande portino, cosa sarebbe possibile e necessario fare per aiutarle seriamente. Le risposte in campo sembrano affidate alla sola beneficenza privata, ed il disegno di legge finanziaria che il governo sta discutendo in parlamento ne è l’ennesima sciagurata conferma. Non si può essere spensierati davanti a questo quadro, e non si può neppure pensare che basti sensibilizzare l’opinione pubblica, scopo di tutte le manifestazioni di oggi, per muovere passi davvero in avanti nella lotta alla povertà. Serve uno sforzo straordinario di responsabilità da parte di tutti coloro che hanno la possibilità di fare qualcosa, perché ignorare la povertà e marciare diritti in avanti dentro questo modello di sviluppo, che per contenere istituzionalmente il disagio sembra capace solo di immaginare carcerazione e risposte militari, significa minare ogni possibilità di coesione sociale e alimentare un conflitto deflagrante che da qui a poco potrebbe travolgere tutti.

In occasione della giornata mondiale contro la povertà, cercando di farsi voce delle sempre più numerose persone senza dimora cui la voce è negata, FIO.psd chiede quindi con forza:

- all’Unione Europea di farsi carico con forza del problema sociale della povertà all’interno della nuova strategia di Lisbona, affinché non si generi una cultura solo economica della crescita, del lavoro e della competitività, ma si tenga presente che la sostenibilità dello sviluppo europeo è legata indissolubilmente alla capacità del suo modello sociale di essere pienamente inclusivo verso tutti i cittadini.

- Al Governo Italiano di dare piena attuazione alla legge 328 del 2000, in particolare: + Garantendo il finanziamento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali al momento indebitamente privato anche del 50% risorse già stanziate lo scorso anno; + Definendo entro fine legislatura i livelli essenziali di assistenza sociale, specie nella parte riguardante i servizi territoriali per le persone senza dimora ed il reddito minimo di inserimento che la legge prevedeva; + Impegnandosi a fondo, attraverso la Commissione di Indagine sull’Esclusione Sociale ed il contributo degli enti operanti nel settore, per realizzare una ricerca nazionale quantitativa e qualitativa, sul fenomeno della grave emarginazione adulta.

- Ai Governi regionali e degli enti locali, di utilizzare tutte le competenze loro riconosciute dalla Costituzione per garantire l’effettività dei diritti dei loro cittadini più poveri, evitando in particolare il taglio di risorse ai servizi, pubblici e privati, che abbiano dimostrato negli anni di saper operare al fianco delle persone senza dimora non in maniera puramente assistenzialista, ma con logiche progettuali di accompagnamento sociale e promozione umana.

- Ai soci della Federazione, di rilanciare il proprio impegno professionale e progettuale non solo nelle attività di servizio ma anche nel settore delle politiche sociali, per esercitare il proprio imprescindibile ruolo di advocacy ed essere, verso tutti i livelli istituzionali, propositivi e stimolanti.

- A tutti i cittadini che oggi sentiranno parlare della giornata mondiale contro la povertà, di non considerare questo momento una ipocrisia, ma un’occasione per domandarsi se davvero tutto questo non li riguardi e non li interpelli molto da vicino.

Per tutti questi interlocutori, la FIO.psd ed i suoi soci sono a disposizione, qualora intendano raccoglierne il grido. Ci auguriamo avvenga.

Genova, 17 ottobre 2005

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Papa: le istituzioni ascoltino il grido dei poveri

La Repubblica

La miseria e’ "un flagello contro cui l’umanita’ deve combattere senza sosta" e chi ha potere di decisione "ascolti il grido dei poveri". Lo ha detto il Papa a copnclusione dell’Angelus dalla finestra del suo studio nel Palazzo apostolico, in una piazza San Pietro gremita da pellegrini e turisti. Il Pontefice ha voluto cosi’ far sentire la sua voce in occasione della Giornata mondiale per l’alimentazione, che si celebra domani nell’ambito del sessantesimo anniversario della fondazione della Fao. "Noi siamo chiamati - ha detto Benedetto XVI - a una solidarieta’ ogni giorno piu’ grande, perche’ nessuno sia eslcuso dalla societa’. La mia preghiera e’ per i poveri che lottano con coraggio per vivere nella dignita’". Un particolare saluto il Pontefice ha voluto riservarlo "a tutti coloro che si mettono al servizio delle persone che hanno bisogno" ed ha invitato le istituzioni a "ascoltare il grido dei poveri" e ad intensificare le loro azioni nella lotta alla miseria.

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Siamo una società parziale Metà uomini tagliati fuori

Avvenire 16 ottobre 2005

Domani giornata mondiale del rifiuto della miseria

Siamo una società parziale Metà uomini tagliati fuori

Claudio Calvaruso

«Tre miliardi i poveri nel mondo, la metà della popolazione mondiale». Così titolava "Avvenire" qualche giorno fa, dando risalto alle conclusioni del rapporto 2005 dell’Unfpa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della popolazione. Cifre terribili che ci interrogano alla vigilia della "Giornata mondiale del rifiuto della miseria" che si celebra domani. Com’è noto, sono l’Asia e l’Africa i continenti che danno il maggior "contributo" alla povertà, e tra i poveri le donne pagano il prezzo più alto con percentuali di sfruttamento da vertigini: una donna su tre nel mondo subisce violenza, solo una ragazza su due in Africa completa le scuole elementari, 600 milioni di donne sono analfabete contro i 300 milioni di uomini. Il rapporto offre poi una considerazione illuminante: «A livello economico si sciupa il capitale umano negando alla metà dell’umanità il diritto di realizzare il suo pieno potenziale». Il pensiero corre, allora, a padre Joseph Wresinski, l’ispiratore della "Giornata mondiale del rifiuto della miseria", fondatore del Movimento Internazionale ATD-Quarto Mondo. Fu proprio lui, infatti, a presentare in Francia al Consiglio economico e sociale nel febbraio 1987 un "Rapporto sulla grande povertà e precarietà sociale", che conteneva una definizione della povertà rimasta di triste attualità: «La precarietà è l’assenza di una o più sicurezze che permettono alle persone ed alle famiglie di far fronte ai propri impegni professionali, familiari e sociali, e di usufruire dei propri diritti». Egli mise in risalto l’importanza fondamentale che riveste per ogni uomo la possibilità di esercitare le proprie responsabilità e di utilizzare pienamente le proprie risorse. Esattamente questa opportunità ne convalida l’appartenenza alla comunità, offrendo ad essa anche una chance di sviluppo. Una popolazione mondiale che rinuncia all’apporto costruttivo della metà dei suoi componenti, può dirsi una vera «comunità»? Noi stessi, in Occidente, abbiamo messo in atto o comun que tolleriamo un processo di «negazione preventiva» della possibilità stessa che i poveri possano in qualche modo contribuire con la propria esperienza allo sviluppo e alla trasformazione della nostra società. E la grande povertà, purtroppo, non è concentrata solo in Asia o in Africa , ma è sempre più vicina a noi, nelle nostre città, nei nostri quartieri e talvolta nelle nostre stesse case. Se noi neghiamo l’appartenenza «comunitaria» ai più poveri, in realtà la «comunità» viene negata anche a noi, circostanza questa sulla quale non riflettiamo abbastanza. Ad esempio, potremo mai affermare di aver pienamente esercitato le nostre responsabilità e valorizzato le nostre risorse, vivendo di fatto insieme al 50% dei nostri fratelli ridotti in condizione di povertà estrema? Ed ancora: nella storia spesso non si coglie la traccia dell’esistenza e del passaggio di questi fratelli poveri. Così facendo, noi neghiamo loro la dignità umana poiché non siamo minimamente interessati al contributo culturale e alle risorse umane che essi potrebbero mettere a disposizione di quella che consideriamo la nostra comunità e che è solo invece una società «parziale». Ci siamo mai chiesti se anche «elemosinandola», come spesso facciamo, sarebbero lieti di far parte di questa nostra comunità, così come noi la organizziamo? Cioè in un orizzonte culturale che considera i poveri sempre e comunque come soggetti passivi e dipendenti? «Non è avere fame e non sapere leggere - diceva Padre Joseph Wresinski - non è nemmeno essere senza lavoro la peggiore delle sfortune dell’uomo. La peggiore sfortuna è quella di sapere che il disprezzo ci tiene alla larga dai nostri diritti; perché non ci si riconosce come esseri umani degni di partecipazione e di responsabilità». Quando a Roma, domani - lunedì - sera (alle 18,30) ci stringeremo intorno alla lapide posta sul sagrato di San Giovanni in Laterano, cercheremo di «restituire» almeno idealmente alle vittime della miseria la loro dignità, memoria e senso del loro passaggio nella storia. E ribadiremo le parole scritte da padre Wresinski sulla lapide originale, inaugurata il 17 ottobre del 1987 sul Trocadero a Parigi: «Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti degli uomini sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro». E ricorderemo anche che i poveri non sono solo in Asia o in Africa, ma sono anche tra noi e che il problema di formare una «comunità» è senz’altro più nostro che loro.

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Una canzone per fermare la povertà


Sono Agnese cantautrice per la pace impegnata nel cammino e movimento nazionale per la pace,contro la guerra ,la miseria e la povertà.

Desideravo comunicare alla S-V. di avere scritto una canzone sul tema della campagna degli obiettivi del millennio ,contro la guerra, la povertà e miseria.Questa canzone dal titolo:"I Poveri non possono aspettare-Stop alla povertà!"l’ho presentata lo scorso 21 settembre(giornata mondiale della pace indetta dall’Onu) ad assisi alla x edizione dell’importante festival internazionale per la pace.Il testo è stato pubblicato su molti siti nazionalie per la pace fra cui www.nientescuse.it (promotori della coalizione italiana della campagna del millennio).

Per leggere il testo e se volete potete anche pubblicarlo sul v.s. sito, collegatevi a questo link(o andare nella finestra canzoni agnese del mio sito




Il Papa chiede di “ascoltare il grido dei poveri”


Alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 16 ottobre 2005 (ZENIT.org).- Alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria, Benedetto XVI ha lanciato un appello ad “ascoltare il grido dei poveri” e ad intensificare le azioni contro questo flagello globale.

La Giornata è nata su iniziativa di padre Joseph Wresinski, fondatore del movimento “ATD Quarto Mondo”, il 17 ottobre 1987, il quale in quel giorno ha collocato nell’atrio del Trocadero, a Parigi, una lapide “per le vittime della miseria”. La Giornata è stata stabilita dalle Nazioni Unite nel 1992.

Parlando in francese al termine della preghiera mariana dell’Angelus, il Papa ha riconosciuto dalla finestra del suo studio che “la miseria è un flagello contro il quale l’umanità deve lottare senza tregua”.

“Siamo chiamati ad una solidarietà sempre più grande affinché nessuno resti escluso dalla società”, ha sottolineato il Vescovo di Roma davanti a decine di migliaia di pellegrini riuniti in piazza San Pietro in Vaticano.

Dopo aver assicurato che la sua preghiera è con “i poveri che lottano con coraggio per vivere in diginità, con la preoccupazione per la loro famiglia e per le necessità dei fratelli”, il Papa ha salutato “tutti coloro che si mettono al servizio delle persone bisognose”.

Il Pontefice ha poi invitato “le autorità civili e i leader ad ascoltare il grido dei poveri e ad intensificare le loro azioni nella lotta contro la miseria”.

Quest’anno, l’iniziativa di padre Wresinski, sacerdote di origine polacca di cui è in corso la causa di canonizzazione, è stata ricordata a Roma con varie celebrazioni.

Alle 16.00 di questa domenica era prevista una Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano, presieduta dall’Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Questo lunedì pomeriggio, presso la Pontificia Università Lateranense avrà luogo una tavola rotonda per rispondere alla domanda “Si può sconfiggere la miseria?”.

All’incontro, presieduto da Giovanni Galassi, ambasciatore della Repubblica di San Marino presso la Santa Sede, parteciperanno, tra gli altri, il Vescovo Rino Fisichella, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, e Claudio Calvaruso, Presidente dell’Associazione degli Amici di ATD Quarto Mondo in Italia. L’evento sarà chiuso da Carlos Custer, Ambasciatore d’Argentina presso la Santa Sede.

La sera di venerdì 28 ottobre si terrà nella chiesa di San Luigi dei Francesi un concerto dei “New Chamber Singers”, coro che spazia dagli autori del Rinascimento fino a quelli più moderni.

Source : Zenith




Firenze: 17 Ottobre, Giornata mondiale per la lotta alla poverta’


(AGE) FIRENZE - In Toscana si vive bene, c’è un benessere diffuso ed un livello di disuguaglianza sociale contenuto. E’ quanto emerge dai risultati contenuti in alcuni rapporti Irpet e del Censis sulla situazione sociale in Toscana, illustrati stamattina dall’assessore regionale alle politiche sociali, Gianni Salvadori, anticipando alcuni dei temi del prossimo 17 ottobre, dichiarata dall’ONU giornata mondiale per la lotta alla povertà...

>>>> AGENZIA GIORNALISTICA EUROPA




In Toscana si vive bene grazie alla famiglia e alla coesione sociale


Lunedì 17 ottobre è la giornata mondiale per la lotta alla povertà

In Toscana si vive bene grazie alla famiglia e alla coesione sociale

Salvadori: ’Per combattere il fenomeno occorrono interventi duraturi e non occasionali’

In Toscana si vive bene, c’è un benessere diffuso ed un livello di disuguaglianza sociale contenuto. E’ quanto emerge dai risultati contenuti in alcuni rapporti Irpet e del Censis sulla situazione sociale in Toscana che sono stati illustrati stamattina dall’assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori anticipando alcuni dei temi del prossimo 17 ottobre, dichiarata dall’ONU giornata mondiale per la lotta alla povertà...

>>>> Prima Pagina




Diritti


Aboliamo la povertà dalla faccia del mondo

Firenze e la Toscana accettano la sfida: eliminare la povertà entro il 2025. Faremo la nostra parte per realizzare questo obiettivo, giusto e possibile. Questo è il messaggio che voglio inviare al convegno che si apre oggi a Palazzo Vecchio sul tema della lotta alla povertà, per affermare il diritto alla vita per tutti gli abitanti del Pianeta...

Claudio Martini, Presidente della Regione Toscana

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